Gruppo missionario

Il Gruppo Missionario è un ufficio inserito nella Parrocchia del Duomo, che si occupa di dare voce ai missionari, alle missionarie e ai laici che sono impegnati in giro per il mondo a testimoniare il Vangelo con la loro vita ed il loro impegno in progetti di evangelizzazione e sviluppo.

Di seguito pubblichiamo i loro profili e riferimenti nel caso qualcuno volesse sostenerli o contattarli direttamente.

Responsabili del Centro Missioni:

Lorenzo MARIN

Roberto DANIELETTO – danirostep@yahoo.it

Elenco missionari:

Suor Maria Regina Ranzato – volontedivin@yahoo.fr
Padre Nazzareno Contran – nenocontran@yahoo.fr
Padre Benito Buzzacarin – bbuzzacarin@yahoo.com
Padre Tarcisio Marin – pmarintarcisio@gmail.com
Suor Silvia Sartori – silvia.sartori@libero.it
Suor Benetello Gemma – cesiolocentro@gmail.com
Conte Francesco – cesco@nevigator.com
Padre Miante Girolamo – gmiante@yahoo.fr
Suor Maria Celestia Penazzo
Chiarot Italo

Suor Silvia SARTORI

Suor Silvia SARTORI

Religiosa comboniana

L’Allegria del Vangelo.
Allegria tutta missionaria è concentrare tre continenti in in una stessa casa. Queste storie non sono cosí comuni ai nostri tempi, ma possibili. E`la ‘buona notizia’ che vorrei comunicare nel presentarmi come prima volta al sito web della Parrocchia di Piove di Sacco in questo mese missionario nel quale la chiesa ci invita a riscoprire la dimensione missionaria del nostro battesimo. Africa- Europa- America Latina sotto uno stesso tetto, qui, in una periferia povera dell’enorme cittá di Lima.
E’ il vangelo di Gesú nostro fratello che si fa carne e vita nella nostra piccola comunitá e ci insegna la tenerezza delle relazioni quando Gesú ne occupa il centro. Scuola umile e quotidiana di “Kenosis” ovvero svuotamento di noi stesse per esercitare l’ospitalitá.

Condividiamo una chiamata, una vocazione che ci ha fatto incontrare e vivere come sorelle, esprimiamo cosi la ‘sete di fraternitá’, quella sete di cui é tanto assetato il mondo di oggi! Sete di “ fraternura” citando un padre comboniano, Franco Nascimbene, ovvero un miscuglio di fraternitá e tenerezza. Credo che il mondo ha sete e fame di questa beatitudine Comboniana che oggi esprime la nostra congregazione vivendo la profezia dell’interculturalià.
Tornando un po’ indietro sono Silvia, Missionaria Comboniana, piovese 43 anni , da 12 anni camminando con la famiglia Comboniana. La mia famiglia di origine la conoscete: mamma Adry, papá Flavio e mio fratello Marco , Via Puniga 93, Piove di Sacco!
Come vi dicevo in comunitá siamo attualmente 5 sorelle Carmela, Spagnola , Marie Reyne Togolesa, Lourdes e Isabel , Peruviane. Siamo molto diverse per cultura, etá, cammini etc. Peró ci unisce un sogno, il Regno di Dio, annuncio della Sua giustizia , la Sua tenerezza , della sua Allegria al modo di oggi.
Quello che viviamo a casa cerchiamo poi di testimoniarlo e viverlo con la gente in questa periferia di Lima dove come Comboniane ci troviamo dal 2002.
Fraternitá e tenerezza che vogliamo condividere con il popolo peruviano , quando Felicita una raccoglitrice di bottiglie di plastica, lavoro comune qui in Peru con il quale sopravvive molta gente, bussa alla nostra casa per un caffe’ e un abbraccio. Dice che la aiuta a continuare a lavorare raccogliendo bottiglie.
Fratrernitá che vogliamo condividere con la popolazione delle zone urbano marginali, dove l’ingiustizia e la corruzione ha fatto del Perú il paese delle disuguaglianze: la “ brecha” la chiamano , una breccia ogni giorno piú grande. Dove solo i ricchi hanno accesso alla salute, all’educazione, ai servizi basici , come ad esempio l’acqua. I più poveri ne sono esclusi.
Aiutare questa gente e condividere con loro i nostri beni , ovvero la vita e la fede, non è questione di caritá è questione di giustizia. I poveri non sono oggetto della nostra beneficenza, e di ció che ci avanza, sono la nostra famiglia e sono soggetto e protagonisti di cammini di liberazione.
Insieme realizziamo diverse attivitá organizzando otto settori pastorali, il centro di ascolto, salute, ecologia, ma credo che come diceva Comboni la nostra presenza qui va molto piu in lá del ‘fare’. Cio che piu conta e´lo’ stare’ , e “ stringere tra le braccia e dare un bacio d’amore e pace a questi nostri fratelli” è la nostra principale missione.
Personalmente mi occupo di un progetto educativo con bambini dai 7 ai 12 anni in situazione di rischio in questa periferia dove l’abbandono della scuola, la maternitá adolescente, la denutrizione, la violenza familiare, la contaminazione ambientale, il rischio di tubecolosi sono i principali problemi che affronta la comunitá.
Oggi il popolo peruviano deve anche fare i conti con l’ immigrazione massiva di venezuelani dove la narcodittatura di Nicolas Maduro sta lasciando un popolo nella peggiore delle crisi umanitarie che vive oggi l’America Latina. I poveri sanno accogliere, e in una di queste periferie sono venute ad abitare varie famiglie venezuelane.
Credo che per questa volta ho scritto fin troppo. Vi abbraccio e vi auguro che questa stessa allegria del vangelo che é fraternitá, giustizia e tenerezza di Dio benedica la comunitá Piovese e ciascuna delle vostre famiglie!!!
Buon ottobre missionario a tutti!!!
Silvia Hermana Misionera Comboniana.

Padre Benito Buzzacarin

Email: bbuzzacarin@yahoo.com

Suor Benetello Gemma

Email: cesiolocentro@gmail.com

Chiarot Italo

Conte Francesco

Email: cesco@nevigator.com

Padre Girolamo MIANTE

Padre Girolamo MIANTE

Missionario Comboniano

Sono P. Girolamo Miante, missionario comboniano. Sono nato a Piove nel 1951: anche se vi sono vissuto poco, le radici piovesi sono rimaste nel cuore, in modo particolare con un affetto profondo al Santuario delle Grazie a cui ritorno volentieri ogni volta che mi è possibile.

 

Sono stato per la prima volta in Africa nel dicembre 1985: ho vissuto dieci anni in Togo, nell’Africa Occidentale. Sono stato, poi, per cinque anni nello Zaire/Congo Kinshasa per cinque anni e dal 2009 fino all’inizio del 2017 sono ritornato nel Togo. Realtà diverse, affascinanti da una parte, cariche di problemi e di sofferenza dall’altra.

Il Togo, un piccolo paese di 56.000 kmq, 7 milioni di abitanti circa, sul Golfo di Guinea, antica costa degli schiavi, nell’Africa occidentale. I Missionari Comboniani vi sono giunti nel gennaio 1964, l’evangelizzazione era comunque iniziata alla fine dell’800 da parte dei missionari Verbiti tedeschi. La nostra presenza ultracinquantenne, ci ha visti lavorare in modo particolare in una regione in cui la religione tradizionale, il vodù, era ed è molto radicata nella gente. L’annuncio del Vangelo ha offerto una più grande libertà per aprirsi ad un Dio Padre di misericordia e di amore. Un cammino lungo che ha portato buoni frutti con una chiesa locale fiorente, ricca di vocazioni, che sta cercando di crescere e di diventare protagonista della sua vita. Molti giovani hanno scelto la vita consacrata come esperienza concreta del loro impegno cristiano. Giovani del Togo, del Benin e del Ghana, i due paesi confinati, hanno scelto la vita comboniana e sono missionari del Vangelo in Africa e in America Latina. Nel mio servizio ho lavorato per lunghi anni accanto a questi giovani in cammino vocazionale. Allo stesso tempo ho coordinato il nostro lavoro missionario di evangelizzazione, di animazione missionaria e di promozione umana nei tre paesi dove siamo presenti: il Togo dapprima e dal 1974: il Benin e il Ghana.

Il Togo da più di cinquant’anni vive in un clima dittatoriale, una presidenza che si tramanda da padre in figlio, con una parvenza di democrazia che paralizza da anni la crescita e lo sviluppo del paese. Un paese povero, una ricchezza in mano a pochi, una popolazione giovane senza futuro, che cerca di uscire da questo ingranaggio di morte con tanta fatica. Eppure, c’è voglia di vivere, non c’è rassegnazione, sui volti traspare un desiderio denso di speranza. Credo che il bello della nostra vita missionaria sia quello di condividere il sogno di libertà e di fraternità che l’annuncio del Regno vuole imprimere nel cuore di tutti.

I due paesi confinanti hanno percorso negli ultimi decenni un cammino che ha portato ad una democrazia reale anche se c’è ancora tanta strada da fare per vincere povertà e ingiustizia, corruzione dilagante e offrire lavoro per tutti. La Chiesa si fa voce profetica dei più poveri, sta in mezzo alla gente, risveglia le coscienze per una testimonianza autentica del Vangelo accolto e vissuto.

Altra realtà lo Zaire/Congo Kinshasa. Vi sono arrivato nel luglio del 1996 in un clima di tensione e di grande incertezza. Eravamo, infatti, all’ultimo anno del dittatore Mobutu, fuggito all’incalzante entrata nella capitale dell’uomo forte di turno: Laurent Désiré Kabila: era il 17 maggio 1997.

Lo Zaire viene ribattezzato: Repubblica democratica del Congo ma “il democratico” si fa ben fatica a vederlo. Nulla è cambiato, anzi ci si trova, ancor oggi, in una situazione politica, sociale, economica disastrosa: le elezioni presidenziali alla fine di quest’anno sono un’attesa unica e irreversibile per il futuro del paese. Un paese ricchissimo, un sottosuolo con un’immensità di ricchezze naturali e un popolo non povero ma misero. E’ un’ingiustizia a cielo aperto. La Chiesa è l’unica forza capace di denunciare il male e di proporre cammini per giungere ad una svolta che ridia vita ad uno dei paese più grandi dell’Africa per estensione e densità di popolazione.

E’ una terra bagnata dal sangue dei martiri, locali e missionari, che ha il coraggio di lottare e di testimoniare la forza del Vangelo, di gridare la voglia di giustizia e di democrazia che portiamo come diritto di una vita degna di essere vissuta. Con i giovani in formazione missionaria, con le comunità cristiane, ho condiviso la speranza di un qualcosa di nuovo ancora lontano ma sempre presente, la fatica del quotidiano pieno d’incertezza e privo del minimo necessario, lo scoraggiamento di tanti giovani in cerca di un futuro migliore. La strada è ancora lunga….

Tutto questo ha riempito il cuore della mia vita missionaria. Il trovarmi, in questo momento in Italia, non è un’interruzione della missione. La missione continua, il condividerla con le persone che incontro, diventa occasione di sentirci insieme chiesa in uscita, chiamata e farsi carico dei problemi e delle sofferenze di tanti, di coloro che vengono tra noi cercando fraternità e accoglienza. Anch’io missionario sono stato accolto, ho trovato cuori e porte aperte, gioia per vivere e camminare insieme! Vale la pena di continuare così.

P. Girolamo Miante

 

Padre Tarcisio Marin

Email: pmarintarcisio@gmail.com

Suor Maria Regina Ranzato

Email: volontedivin@yahoo.fr

Padre Miante Girolamo

Email: gmiante@yahoo.fr

Suor Maria Celestia Penazzo

Padre Nazzareno Contran

Email: nenocontran@yahoo.fr

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