Unità Pastorale

 
Le 5 Parrocchie che costituiscono l’Unità Pastorale di Piove di Sacco:
 
  • Parrocchia di San Martino Duomo
  • Parrocchia di Sant’Anna
  • Parrocchia della Madonna delle Grazie
  • Parrocchia di Santa Maria Assunta di Piovega
  • Parrocchia di San Paterniano di Tognana
 Il moderatore della Unità Pastorale è Don Giorgio de Checchi

 Il Gruppo facebook dell’Unita’ Pastorale di Piove
Riportiamo di seguito le notizie dal Gruppo Facebook

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MESSAGGIO DEL VESCOVO CLAUDIO ALLE COMUNITÀ MUSULMANE PER IL MESE DI RAMADAN

Cari fratelli e sorelle,

come Vescovo di Padova e a nome di tutte le comunità cristiane della nostra Diocesi, voglio farmi vicino a voi per rivolgervi l’augurio di benedizioni dal cielo all’inizio di questo sacro mese di Ramadan 1442 H. – 2021 A.D..
Il tempo di pandemia, che ancora stiamo vivendo, ci sta spronando con forza alla conversione, per riconoscerci tutti fratelli e sorelle, figli e figlie di Abramo, capostipite di ebrei, cristiani e musulmani per la sua fede nell’unico vero Dio.
Sentendoci tutti “sulla stessa barca” (cf. Omelia di Papa Francesco del 27 marzo 2020), siamo impegnati come credenti a testimoniare la speranza che abita in noi, in mezzo alla società nella quale ci troviamo. Lo facciamo con amore, per ritornare a guardare con stupore e gratitudine le stelle del cielo, segno della benevolenza di Dio verso gli uomini e le donne di ogni luogo e di ogni tempo.
Il mese di Ramadan aiuta a rimettere al centro della vita le relazioni che contano e che, come stelle collocate sulla volta celeste, sanno imprimere alle nostre esistenze terrene un orientamento e una forza tali da non farci tremare, tantomeno disperare, davanti alla fatica e alla precarietà del nostro pellegrinaggio umano.
La prima stella che voglio guardare con voi è Dio stesso. Quanto ne abbiamo bisogno! Ritornando a pensarci come creature uscite dalla sua sapiente mano creatrice, destinatari della sua Parola e accompagnati dalle sue continue benedizioni, ci sentiamo oltremodo amati e incoraggiati nel crescere nel bene, sotto il suo sguardo. E proprio alla maniera di un padre, Egli ci guarda crescere verso un’umanità degna di tale nome. Egli ci stimola e ci sprona perché sappiamo centrare l’obiettivo di un amore senza riserve e verso tutti.
Ecco allora sorgere in alto la seconda stella: la fraternità universale tra tutti gli uomini e tutte le donne. In una società che, troppo spesso, insegna a guardare il prossimo o come concorrente, o come mezzo, o come socio in affari, la fraternità ci aiuta a rinnovare il nostro sguardo, abbandonando il metro dell’interesse, del profitto e della mercificazione, per usare quello della fraterna prossimità. Se sei mio prossimo, mi interesso di te, mi prendo cura di te, so provare gioia e ammirazione quando compi il bene. So poi vedere nella nostra diversità una ricchezza, qualcosa che Dio ha voluto per il nostro reciproco aiuto, come recita lo stesso Corano: «Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dato. Gareggiate in opere buone» (5,48).
Guidato anch’io da queste stelle, mi avvicino a voi, all’inizio del Ramadan. Fraternamente piango i fratelli e le sorelle musulmane morte in questo anno. Sono a conoscenza della fatica vissuta nel trovare una sepoltura adeguata nei cimiteri dei nostri Comuni: penso che la concreta integrazione delle persone nel nostro Paese passi anche attraverso l’esperienza della morte. Ammiro la solidarietà che è nata dalle vostre comunità nella pandemia e che si è riversata, senza distinzioni, sulla popolazione colpita dal lockdown. Fraternamente mi unisco a voi, in questo tempo di rinnovamento spirituale, consapevole che la preghiera, il digiuno e l’elemosina sono un potente antidoto contro l’egoismo e l’amor proprio. Fraternamente vi auguro di concludere questo mese con gioia, nella possibilità di ritrovarvi tutti insieme nelle vostre sale di preghiera per celebrare la ‘Id Al-Fitr.
Questo mio augurio precede il consueto Messaggio indirizzato a tutti i musulmani e tutte le musulmane per il Ramadan dal Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso della Santa Sede. La speranza ci abiti tutti e ci trasformi in stelle luminose, poste le une accanto alle altre nel cielo di Dio.

Con affetto
Padova, 13 aprile 2021

+ Claudio
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5 giorni fa
MESSAGGIO DEL VESCOVO CLAUDIO ALLE COMUNITÀ MUSULMANE PER IL MESE DI RAMADAN

Cari fratelli e sorelle,

come Vescovo di Padova e a nome di tutte le comunità cristiane della nostra Diocesi, voglio farmi vicino a voi per rivolgervi l’augurio di benedizioni dal cielo all’inizio di questo sacro mese di Ramadan 1442 H. – 2021 A.D..
Il tempo di pandemia, che ancora stiamo vivendo, ci sta spronando con forza alla conversione, per riconoscerci tutti fratelli e sorelle, figli e figlie di Abramo, capostipite di ebrei, cristiani e musulmani per la sua fede nell’unico vero Dio.
Sentendoci tutti “sulla stessa barca” (cf. Omelia di Papa Francesco del 27 marzo 2020), siamo impegnati come credenti a testimoniare la speranza che abita in noi, in mezzo alla società nella quale ci troviamo. Lo facciamo con amore, per ritornare a guardare con stupore e gratitudine le stelle del cielo, segno della benevolenza di Dio verso gli uomini e le donne di ogni luogo e di ogni tempo.
Il mese di Ramadan aiuta a rimettere al centro della vita le relazioni che contano e che, come stelle collocate sulla volta celeste, sanno imprimere alle nostre esistenze terrene un orientamento e una forza tali da non farci tremare, tantomeno disperare, davanti alla fatica e alla precarietà del nostro pellegrinaggio umano.
La prima stella che voglio guardare con voi è Dio stesso. Quanto ne abbiamo bisogno! Ritornando a pensarci come creature uscite dalla sua sapiente mano creatrice, destinatari della sua Parola e accompagnati dalle sue continue benedizioni, ci sentiamo oltremodo amati e incoraggiati nel crescere nel bene, sotto il suo sguardo. E proprio alla maniera di un padre, Egli ci guarda crescere verso un’umanità degna di tale nome. Egli ci stimola e ci sprona perché sappiamo centrare l’obiettivo di un amore senza riserve e verso tutti.
Ecco allora sorgere in alto la seconda stella: la fraternità universale tra tutti gli uomini e tutte le donne. In una società che, troppo spesso, insegna a guardare il prossimo o come concorrente, o come mezzo, o come socio in affari, la fraternità ci aiuta a rinnovare il nostro sguardo, abbandonando il metro dell’interesse, del profitto e della mercificazione, per usare quello della fraterna prossimità. Se sei mio prossimo, mi interesso di te, mi prendo cura di te, so provare gioia e ammirazione quando compi il bene. So poi vedere nella nostra diversità una ricchezza, qualcosa che Dio ha voluto per il nostro reciproco aiuto, come recita lo stesso Corano: «Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dato. Gareggiate in opere buone» (5,48).
Guidato anch’io da queste stelle, mi avvicino a voi, all’inizio del Ramadan. Fraternamente piango i fratelli e le sorelle musulmane morte in questo anno. Sono a conoscenza della fatica vissuta nel trovare una sepoltura adeguata nei cimiteri dei nostri Comuni: penso che la concreta integrazione delle persone nel nostro Paese passi anche attraverso l’esperienza della morte. Ammiro la solidarietà che è nata dalle vostre comunità nella pandemia e che si è riversata, senza distinzioni, sulla popolazione colpita dal lockdown. Fraternamente mi unisco a voi, in questo tempo di rinnovamento spirituale, consapevole che la preghiera, il digiuno e l’elemosina sono un potente antidoto contro l’egoismo e l’amor proprio. Fraternamente vi auguro di concludere questo mese con gioia, nella possibilità di ritrovarvi tutti insieme nelle vostre sale di preghiera per celebrare la ‘Id Al-Fitr.
Questo mio augurio precede il consueto Messaggio indirizzato a tutti i musulmani e tutte le musulmane per il Ramadan dal Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso della Santa Sede. La speranza ci abiti tutti e ci trasformi in stelle luminose, poste le une accanto alle altre nel cielo di Dio.

Con affetto
Padova, 13 aprile 2021

+ Claudio

Pasqua 2021: storie di croci e di risurrezioni…

Sono Bruno, presidente del Centro Residenziale per Anziani di Piove di Sacco, e presto la voce a tutti gli ospiti, il personale e le famiglie delle nostre Case di Riposo.
L’esperienza vissuta negli scorsi mesi presso le nostre strutture ci riporta ai piedi della tua croce, o Gesù.
Noi tutti operatori sanitari, infermieri, medici e professionisti che, dopo i primi mesi della pandemia, dal 20 novembre scorso ci siamo ritrovati in piena emergenza Covid, abbiamo vissuto il tuo stesso smarrimento, Gesù.
Anche noi ci siamo sentiti abbandonati, impauriti e smarriti. Nonostante tutto, non eravamo riusciti a proteggere gli anziani a noi affidati, ad essere per loro e per i loro familiari un punto di riferimento sicuro.
Abbiamo vissuto momenti di grande dolore e impotenza, di fronte a situazioni che sembravano più forti di noi… abbiamo purtroppo sperimentato la morte di numerosi anziani, che abbiamo cercato di accompagnare con fede e coraggio.
Si, Signore, anche con coraggio, perché dopo lo smarrimento e la paura, siamo riusciti a reagire e ad affrontare con forza e coraggio le situazioni più difficili, perché dovevamo farlo per i nostri anziani, dovevamo esserci per loro, che credevano in noi, dovevamo essere la loro famiglia in quel momento, lo dovevamo anche ai loro familiari.
La tua croce, Gesù, è stata la nostra croce, e ancora una volta ti affidiamo i nostri anziani. Ai piedi della croce ti chiediamo protezione per loro e un po’ anche per noi, donaci lo stesso tuo coraggio nell’affidarti a Dio Padre nel momento drammatico della tua morte.
Il tuo così grande atto d’amore per l’umanità, ci ricordi sempre che tu ci sei, che ci accompagni e ci porti in braccio nei momenti più dolorosi.
Con la certezza che dopo la croce c’è sempre la Resurrezione, ci affidiamo a te con sguardo di figli, certi del tuo grande amore.
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6 giorni fa
Pasqua 2021: storie di croci e di risurrezioni...

Sono Bruno, presidente del Centro Residenziale per Anziani di Piove di Sacco, e presto la voce a tutti gli ospiti, il personale e le famiglie delle nostre Case di Riposo.
L’esperienza vissuta negli scorsi mesi presso le nostre strutture ci riporta ai piedi della tua croce, o Gesù.
Noi tutti operatori sanitari, infermieri, medici e professionisti che, dopo i primi mesi della pandemia, dal 20 novembre scorso ci siamo ritrovati in piena emergenza Covid, abbiamo vissuto il tuo stesso smarrimento, Gesù.
Anche noi ci siamo sentiti abbandonati, impauriti e smarriti. Nonostante tutto, non eravamo riusciti a proteggere gli anziani a noi affidati, ad essere per loro e per i loro familiari un punto di riferimento sicuro.
Abbiamo vissuto momenti di grande dolore e impotenza, di fronte a situazioni che sembravano più forti di noi… abbiamo purtroppo sperimentato la morte di numerosi anziani, che abbiamo cercato di accompagnare con fede e coraggio.
Si, Signore, anche con coraggio, perché dopo lo smarrimento e la paura, siamo riusciti a reagire e ad affrontare con forza e coraggio le situazioni più difficili, perché dovevamo farlo per i nostri anziani, dovevamo esserci per loro, che credevano in noi, dovevamo essere la loro famiglia in quel momento, lo dovevamo anche ai loro familiari.
La tua croce, Gesù, è stata la nostra croce, e ancora una volta ti affidiamo i nostri anziani. Ai piedi della croce ti chiediamo protezione per loro e un po’ anche per noi, donaci lo stesso tuo coraggio nell’affidarti a Dio Padre nel momento drammatico della tua morte.
Il tuo così grande atto d’amore per l’umanità, ci ricordi sempre che tu ci sei, che ci accompagni e ci porti in braccio nei momenti più dolorosi.
Con la certezza che dopo la croce c’è sempre la Resurrezione, ci affidiamo a te con sguardo di figli, certi del tuo grande amore.

Pasqua 2021: storie di croci e di risurrezioni…

Siamo Tommaso e Pietro e frequentiamo il liceo di Piove di Sacco. A pensarci bene, la parola “frequentiamo” non è così corretta… perché siamo in “didattica a distanza”. E un po’ ci sentiamo anche noi «come pecore senza pastore», in questo tempo così strano per gli studenti.
Un tempo lungo, di alti e bassi, di chiusure e aperture, di presenza al 100%, al 50% e allo 0%.
All’inizio di ogni chiusura abbiamo esultato, diciamo la verità: fare didattica a distanza vuol dire stare comodi a casa, far suonare la sveglia cinque minuti prima della lezione, risparmiarsi la fatica di abbinare felpa, pantaloni e scarpe, e poter fare pause extra durante la mattinata, e non è male anche poter evitare di inforcare la bicicletta e affrontare il freddo ogni mattina.
Poi però, a controbilanciare questo apparente “paradiso”, c’è la fatica di dover studiare da soli e di dover capire tanto da soli. C’è l’assoluta mancanza di condivisione con i compagni: non si può più cercare solidarietà immediata e conforto nei momenti di tensione. E non si può chiacchierare tra un’ora e l’altra, non si può cercare il suggerimento… Sì, ovviamente in questi lunghi mesi ci siamo specializzati a scopiazzare, ad attivare e disattivare la videocamera e il microfono per salvarci in corner…
E siamo anche tornati a scuola, per un po’, tra settembre e ottobre: e pur tra regole rigide e protocolli severi, abbiamo gustato almeno per un po’ quell’odore di scuola che ora non sentiamo più.
Siamo smarriti, appunto «come pecore senza pastore», anche se i nostri genitori ci spronano, i nostri professori ci chiedono di lavorare, di impegnarci come e più di prima.
Noi viviamo un po’ alla giornata e aspettiamo giorni migliori.
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7 giorni fa
Pasqua 2021: storie di croci e di risurrezioni...

Siamo Tommaso e Pietro e frequentiamo il liceo di Piove di Sacco. A pensarci bene, la parola “frequentiamo” non è così corretta… perché siamo in “didattica a distanza”. E un po’ ci sentiamo anche noi «come pecore senza pastore», in questo tempo così strano per gli studenti.
Un tempo lungo, di alti e bassi, di chiusure e aperture, di presenza al 100%, al 50% e allo 0%.
All’inizio di ogni chiusura abbiamo esultato, diciamo la verità: fare didattica a distanza vuol dire stare comodi a casa, far suonare la sveglia cinque minuti prima della lezione, risparmiarsi la fatica di abbinare felpa, pantaloni e scarpe, e poter fare pause extra durante la mattinata, e non è male anche poter evitare di inforcare la bicicletta e affrontare il freddo ogni mattina.
Poi però, a controbilanciare questo apparente “paradiso”, c’è la fatica di dover studiare da soli e di dover capire tanto da soli. C’è l’assoluta mancanza di condivisione con i compagni: non si può più cercare solidarietà immediata e conforto nei momenti di tensione. E non si può chiacchierare tra un’ora e l’altra, non si può cercare il suggerimento… Sì, ovviamente in questi lunghi mesi ci siamo specializzati a scopiazzare, ad attivare e disattivare la videocamera e il microfono per salvarci in corner…
E siamo anche tornati a scuola, per un po’, tra settembre e ottobre: e pur tra regole rigide e protocolli severi, abbiamo gustato almeno per un po’ quell’odore di scuola che ora non sentiamo più.
Siamo smarriti, appunto «come pecore senza pastore», anche se i nostri genitori ci spronano, i nostri professori ci chiedono di lavorare, di impegnarci come e più di prima.
Noi viviamo un po’ alla giornata e aspettiamo giorni migliori.

Come tutti i bambini e i ragazzi dell’Iniziazione Cristiana, anche Davide della parrocchia di Tognana ha realizzato il suo strumento musicale per far risuonare la musica del Vangelo oltre il giorno di Pasqua. Questa domenica tutti i bambini e i ragazzi sono stati invitati a portare a Messa il loro strumento, ma purtroppo Davide e la sua famiglia si trovano in isolamento fiduciario. Niente paura! Seguendo la celebrazione in diretta streaming del santuario Madonna delle Grazie, anche Davide ha potuto partecipare all’esplosione di gioia della risurrezione al canto del Gloria!
Grazie a Davide e ai tanti bambini e ragazzi che questa domenica ci hanno fatto gustare il ritmo gioioso della MUSICA DEL VANGELO!
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1 settimana fa
Come tutti i bambini e i ragazzi dellIniziazione Cristiana, anche Davide della parrocchia di Tognana ha realizzato il suo strumento musicale per far risuonare la musica del Vangelo oltre il giorno di Pasqua. Questa domenica tutti i bambini e i ragazzi sono stati invitati a portare a Messa il loro strumento, ma purtroppo Davide e la sua famiglia si trovano in isolamento fiduciario. Niente paura! Seguendo la celebrazione in diretta streaming del santuario Madonna delle Grazie, anche Davide ha potuto partecipare allesplosione di gioia della risurrezione al canto del Gloria!
Grazie a Davide e ai tanti bambini e ragazzi che questa domenica ci hanno fatto gustare il ritmo gioioso della MUSICA DEL VANGELO!

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Eee bravo Davide

Bravissimo Davide

Sei grande Davide

Davide 👏👏👏 e la sua famiglia 🤞🤞🤞

Bravo Davide che bel strumento💙❤

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Tutti i bambini e i ragazzi dell’Iniziazione Cristiana delle nostre comunità sono invitati a portare in chiesa lo STRUMENTO MUSICALE che hanno realizzato: suoneremo insieme la MUSICA DEL VANGELO!

NON MANCARE!
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1 settimana fa
Tutti i bambini e i ragazzi dellIniziazione Cristiana delle nostre comunità sono invitati a portare in chiesa lo STRUMENTO MUSICALE che hanno realizzato: suoneremo insieme la MUSICA DEL VANGELO!

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